30/10/12

La Sicilia batte la Toscana al Salone del gusto

Sono tornata dal Salone del gusto di Torino rotolando, eh si, come previsto ho assaggiato di tutto, passando dal salato al dolce e poi di nuovo salato, vino bianco, vino rosso, vino dolce, l'ultimo giorno il mio stomaco ha chiesto pietà! E poi, non contenta della quantità di calorie assunta al Lingotto, mi sono pappata anche un bel dito alla crema da Plattì per chiudere in bellezza il mio soggiorno torinese prima di andare in stazione (di solito giudico una pasticceria dal dito alla crema, e lo mangio moooolto lentamente per assaporare bene bene la sfoglia, la crema e infine le due insieme). Ho partecipato a molte degustazioni e scoperto tanti nuovi prodotti di aziende italiane e non. Alla conferenza Gastronomia 2.0 non si è parlato tanto bene dei foodblogger, della serie "ma chi sono questi che si permettono di criticare-dire-fare senza competenza alcuna", è vero, io competenze non ne ho ma una bocca si, e non solo per assaporare prodotti e piatti ma anche per parlare e raccontare il mio rapporto (il più delle volte d'amore, ma non sempre) con il cibo, indi per cui io dico la mia....
Quando si parla di cucina regionale non mi piace fare paragoni o discutere su quale sia la regione d'Italia in cui si mangia meglio o peggio, perché la nostra nazione offre una varietà di prodotti, ricette, gusti infinita, ed ogni regione è bella proprio per i suoi piatti e la loro storia. Purtroppo però al Salone qualche regione non ha saputo valorizzare i propri prodotti o non erano presenti espositori che invece avrebbero dovuto. 
Mi duole doverlo dire ma il padiglione della Toscana è stato una delusione. A parte la salumeria Falorni e la libidinosa torta Pistocchi da mangiare e poi leccarsi le dita a mo' di Nigella, non c'era alcun produttore degno di essere segnalato. Ho assaggiato dei ravioli di zucca, macché zucca, di miele! Avevano un sapore estremamente dolce, che ha distrutto persino quella punta di amaretto che dovrebbe fare da contrasto e che mi piace tanto sentire alla fine, quando il boccone è quasi andato giù. Idem per il testarolo pontremolese, un presidio che non ho apprezzato, sarà colpa dei litri d'olio con cui è stato condito, un'olio forse già nuovo, così pungente da coprire il testarolo, se un sapore ce l'ha, non lo so, non l'ho davvero percepito. Un dieci invece al padiglione siciliano con le sue deliziose susine bianche di Monreale, così buffe nel loro incarto, il timo al limone di "Le aromatiche di girafi" e la crema di pistacchi (se dovessi scegliere come morire allora chiederei barattoli e barattoli di questa crema verde e un cucchiaio da minestra, di sicuro morirei contenta). Gli altri padiglioni italiani avevano, chi più chi meno, prodotti interessanti (in Piemonte troppe nocciole però!)
Devo dire che è stata un'esperienza strepitosa, il team Garofalo è meraviglioso e accogliente, una vera e propria famiglia! Grazie a Gente del Fud, che mi ha invitata a presentare e preparare dei finger food (nonostante il problema della spesa persa è andato tutto alla grande), ho avuto l'immenso piacere di conoscere le anime golose che si nascondono dietro ai diversi foodblog che leggo quasi quotidianamente.
E ora basta con i blablabla e passiamo a una ricetta very easy con una decorazione molto speedy. Nota a tutti, ma ottima per terminare un pasto (di fatti è presente in molti menu di ristoranti e pizzerie) o per una merenda golosa: un panna cotta (questa volta la panna c'è per davvero! Per la panna cotta senza panna trovi la ricetta qui)
Panna cotta con lamponi
Panna da montare g 800
latte 250gr.
zucchero 200gr.
colla di pesce 12gr.
1 baccello di vaniglia 
una vaschetta di lamponi 
marmellata di lamponi (Fiordifrutta Rigoni di Asiago)
In una ciotola d'acqua fredda fate ammorbidire la colla di pesce. Prendete un pentolino, versateci la panna (non montata), il baccello di vaniglia con i suoi semini, lo zucchero e il latte. Riscaldate il tutto a fuoco medio- basso per circa un quarto d'ora, (attenzione, non deve bollire!). Aggiungete la colla di pesce ben strizzata e mescolate stando attenti che si sciolga del tutto! Versate il composto in uno stampo a vostra scelta  e lasciate in frigo per almeno tre ore. Quando la panna è pronta sformatela (se non scende ponete per pochi secondi il fondo dello stampo in acqua calda). Potete anche fare la salsina di lamponi da soli (unendo lamponi e zucchero) ma se non avete tempo potete benissimo usare la marmellata e quindi scaldarla in un pentolino con due cucchiai di acqua.

12 commenti:

  1. voglio uno di quei lamponi splendidi!!!!
    questa panna cotta è proprio bella ^_^

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    1. per la prima volta ho trovato dei lamponi perfetti :)

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  2. Una corona di lamponi, elegante!
    Bellissima anche per noi l'esperienza al salone del gusto!
    ciao e buona serata
    ficoeuva

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    1. è stato bello, peccato non essersi incontrati ma eravamo davvero tanti!! che meraviglia il vostro blog e che famiglia splendida! da oggi vi leggo con piacere!

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  3. l'aspetto è decisamente invitante :-)

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  4. Se mai vengo in Sicilia, considerati precettata quale guida gourmande.

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    1. Ci verrei volentieri in sicilia a prendere un po di cannoli ma non come guida, io sono toscana! :)

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  5. Bh stà panna cotta è favolosa ciaoooooo

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